INCHIESTA SULLA MALAVITA CALABRESE IN LOMBARDIA - IL COMUNICATO DELLA SOCIETA'

Costituzione di parte civile nel processo sulla ‘ndrangheta lombarda e messa in sicurezza dell’azienda: queste le contromisure di Ianomi. Il presidente Roberto Colombo: «la società non è collusa».

«Escludo nel modo più categorico che Infrastrutture Acque Nord Milano sia “fortemente collusa” con Mandalari. Quando si presenteranno le condizioni per farlo, Ianomi si costituirà immediatamente parte civile nell’ambito del procedimento giudiziario che sta interessando la ‘ndrangheta in Lombardia e che, nei giorni scorsi, ha portato all’arresto di un proprio dipendente».
È una delle prime decisioni assunte dal presidente di Infrastrutture Acque Nord Milano, Roberto Colombo, all’indomani dell’arresto di Orlando Vetrano, in forza a Ianomi dal 9 ottobre 2008.

Prosegue Colombo: «Abbiamo offerto da subito e rinnoviamo la nostra completa disponibilità a collaborare con la Magistratura. Ci preme, però, anche tutelare il buon nome di una società interamente pubblica e che deve rispondere ai propri soci; quaranta comuni del nord ovest milanese per cui realizziamo opere per la depurazione e il collettamento delle acque. Ma dobbiamo anche chiarire la completa estraneità di Ianomi spa, nella propria operatività, alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Per questo abbiamo provveduto a togliere, cautelativamente, tutte le deleghe ad altri tre dipendenti i cui nomi sono emersi nell’indagine condotta dalla magistratura. Una misura che va nella direzione della massima trasparenza, di garanzia verso gli stessi dipendenti e di “messa in sicurezza” della società».

Esaminando nel dettaglio la situazione di Orlando Vetrano, la sua assunzione in Ianomi Spa è avvenuta a seguito di una selezione e della rinuncia del primo candidato classificato. Vetrano è in possesso di una laurea triennale nel corso di Valutazione e controllo ambientale conseguita a Como, quindi con le competenze richieste nell’ambito del costituendo Ufficio di Piano. A Ianomi, per Vetrano, attualmente in carcere, è giunta dal legale la richiesta di aspettativa. Ma la società ha deciso di adottare il provvedimento della sospensione.

Non si sono mai registrati comunque, in azienda, comportamenti strani o dichiarazioni che potessero far sospettare, alla luce di quanto rivelato in seguito dalle indagini, l’infiltrazione, attraverso Vetrano, della mano della ‘ndrangheta.
Ianomi Spa non ha mai lavorato con aziende presenti nell’elenco sottoposto dalle forze dell’ordine al presidente Roberto Colombo. Soltanto la società Imes ha impiegato la propria manodopera per un intervento quantificabile in 896 euro oltre Iva per il sollevamento dei chiusini.

Ianomi ha comunque vigilato nella sua operatività quotidiana, come peraltro accade in ogni circostanza, quando si tratta di impiegare denaro pubblico. Infatti, a fronte di un preventivo di 75mila euro per la riparazione del tetto di una palazzina all’interno dell’area del depuratore di Pero, spesa che è sembrata eccessiva al direttore tecnico Battista Cucchi, lo ha rifiutato e ha avviato le procedure per emettere un apposito bando di gara.

Conclude Colombo: «Ianomi è i suoi soci; opera per loro, quindi per le oltre 700mila persone che vivono in questa fetta del Nord Ovest Milanese. I soci, che già in aprile avevano dato il loro assenso al bilancio, nell’assemblea del 18 giugno, hanno approvato un piano delle opere che vale 23 milioni per il 2010 e 57 milioni per il triennio 2010-2012. Dal 2007 al 2009 siamo stati la prima patrimoniale dell’area milanese per investimenti; investimenti che si traducono in opere a servizio delle comunità e per la tutela dell’Ambiente. Ma anche che alimentano l’economia, l’unica che ci interessa e che vogliamo, quella sana».

 

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