PIU' CONTROLLO PER I CITTADINI
L’acqua è una preziosa risorsa collettiva e, come tutte le cose di questo nostro pianeta, non è infinita. Va anzi tutelata e tenuta da conto, non solo dal punto di vista quantitativo ma anche da quello qualitativo. Da qualche anno le piazze delle nostre città hanno registrano l’arrivo di un ospite graditissimo: una struttura pubblica che assume denominazioni diverse ma che è principalmente nota come Casa dell’Acqua. Sarà per il ricordo delle antiche fontane, luogo di ritrovo e socialità, o per via dell’inutilità dello spreco di tonnellate di plastica per imbottigliare acque costose e poco igieniche che sfuggono a quel controllo continuo e puntuale che solo i comuni possono dare al proprio acquedotto, sta di fatto che questa realtà che ha preso piede in Lombardia è oramai diventata patrimonio nazionale, con impianti già realizzati in Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, Sardegna, Piemonte e Marche e progetti di installazione in ogni regione. La Casa dell’Acqua I.A.No.Mi. vuole esprimere un concetto di cittadinanza partecipata, con la promozione del consumo di acqua pubblica di rete: controllata, sicura e gratuita.
L’ACQUA DEL SINDACO È PIÙ ECONOMICA
Negli anni passati si è registrata una perdita di fiducia nell’acqua del rubinetto, a favore di quella in bottiglia. Un fenomeno certamente dovuto a massicce campagne pubblicitarie volte a indirizzare il consumatore in questo senso offrendo fantastiche acque “di alta montagna” o di chissà quali miracolose fonti. Grazie a una presa di coscienza dovuta anche a incessanti campagne di sensibilizzazione, si è finalmente arrivati a comprendere che l’ “Acqua del Sindaco” è decisamente più controllata e di qualità superiore.
A suffragare tale scelta vi sono dati precisi di sicuro interesse, a partire dal risparmio. L’acqua da anni nota come “minerale” ha infatti un costo mediamente superiore di 1.000 volte rispetto a quella del rubinetto (dati ISPES, Rapporto Italia 2008).
PIÙ RISPETTO PER L’AMBIENTE
Nonostante i ripetuti sforzi nel campo della raccolta differenziata, solo un terzo delle bottiglie di plastica prodotte viene riciclato. Con l’approvvigionamento diretto alla rete comunale si contribuisce in maniera sostanziale alla diminuzione dell’inquinamento. Mediamente, ogni “Casa dell’Acqua” può servire 400 cittadini in un giorno. Ipotizziamo che ognuno di essi riempia una mezza dozzina di bottiglie da un litro e mezzo alla volta e i conti sono presto fatti: in un anno, le bottiglie in plastica (Pet) riempite al “Punto Acqua” sono 876.000. Ottocentosettantaseimila bottiglie di plastica risparmiate equivalgono a 87 camion in meno sulle strade per il loro trasporto. Un dato che va poi moltiplicato per il numero delle strutture in attività. Ma non finisce qui il risparmio “ecologico”: rifornirsi al “Punto Acqua” evita la produzione e lo smaltimento di tonnellate di Pet necessarie alla produzione delle bottiglie e altrettante di petrolio indispensabile per il loro trasporto (con relativi gas e polveri sottili immesse nell’atmosfera), dunque meno CO2, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e idrocarburi.
Un risparmio per tutti, un punto di incontro, un’acqua buona e gratuita che aiuta la conoscenza reciproca e accresce la fiducia nel rapporto tra il pubblico che offre acqua e il cittadino che vi attinge, da consumatore consapevole.
I.A.No.Mi. ha attivato le sue “Case dell’Acqua” nelle città di Bresso, Canegrate, Cormano, Vanzago, Solaro, Pregnana Milanese, Novate Milanese e Nerviano, e ha in cantiere ulteriori installazioni, sia in proprio che in collaborazione con le altre patrimoniali della Provincia di Milano (TASM, TAM e Cap Holding).




